Diritto di parola e diritto di ascolto
Nel mio intersecarmi con la politica noto tantissimi (troppi a volte) difetti sostanziali che in certi casi mi fanno veramente girare le scatole. Nell’ultimo periodo in particolare c’è questa cosa del “noi facciamo parlare tutti”, “tutti possono dire la propria opinione” che mi manda veramente in bestia. In generale infatti è passata l’idea che democrazia è fare parlare tutti, che i 5 minuti non si negano a nessuno, salvo poi disinteressarsi completamente di quello che è stato detto. Non ci si pone mai il problema se quello che una persona stia dicendo venga ascoltato, possa essere recepito o, al contrario, dello spiegare il perchè quell’intervento sia sbagliato: ci si trincera semplicemente dietro il fatto che “noi siamo democratici e facciamo parlare tutti”, se poi nessuno ti ascolta “azzi tua”.. Nelle riunioni/assemblee/ecc.. alle quali sto partecipando l’iter di “discussione” è sempre lo stesso: uno lancia l’argomento, tutti gli altri parlano e dicono quello che pensano (senza poter essere interrotti e senza poter veramente discutere con nessuno) e alla fine qualcuno fa il riassunto. Ora: questo è il modo di discutere migliore secondo qualcuno? Interpellati a riguardo anche dirigenti e segretari di partito vari, non ho sentito NESSUNO che mi abbia detto “sì in queste riunioni si discute”, ma tutti “bè è il modo con cui si è sempre fatto, non sarà giusto ma assicura a tutti di parlare”. Il problema è a mio avviso sostanziale: si vuole dare l’immagine di una democrazia o lo si vuole essere fino in fondo democratici? Che senso ha fare riunioni dove gli iscritti a parlare sono più di 70 persone? E dove naturalmente l’attenziona scema non appena il boss di turno ha finito il suo resoconto? Secondo me di senso non ne ha assolutamente NESSUNO.
La prima cosa da capire e da ammettere è proprio questa: non si può pensare di poter andare avanti così, perchè semplicemente così è sbagliato! Altro passo importante da fare sarebbe quello di capire cosa è giusto o quanto meno migliore di così: in questo senso credo che l’elemento fondamentale per un miglioramento sia il famoso contraddittorio, che in queste situazioni diventa fondamentale. Se io dico una falsità è assolutamente opportuno che alla fine dell’intervento qualcuno dica a tutti che io ho detto una falsità, motivandone naturalmente le ragioni. Al tempo stesso se io faccio una proposta legittima e critico un comportamento di qualcosa o qualcuno, subito dopo ci deve essere quel qualcuno che mi risponda e mi degni di un minimo di attenzione. Reputo infatti l’attenzione, l’ascolto e la confutazione delle tesi tre elementi assolutamente fondamentali per creare una discussione vera e per decidere qualsiasi cosa.
Ovviamente il tutto richiede competenza negli argomenti, la presenza di coloro ai quali sono destinati i miei attacchi e un numero assolutamente inferiore di interventi e di questioni da porre durante una riunione. Ebbene sì: si dovrà parlare di meno cose, meno persone potranno parlare, ma alla fine di ogni riunione dovrebbero uscire TUTTI con le idee molto più chiare riguardo a quello di cui si è discusso .. Giunti a questo punto che a mio avviso è fermo, non voglio continuare oltre per capire se tutti sono d’accordo con quanto ho detto. Nella prossima puntata naturalmente vorrei anche discutere con voi di COME attuare tutto questo e quali migliorie potrebbero essere introdotte concretamente ..
Dove cazzo sono tutti quei giornalisti esperti di “bon ton” che dopo Piazza Navona parlavano di cosa era e di cosa non era politica, della volgarità, del bon-ton? .. Di “questa non è politica” .. Di “in una manifestazione politica bisogna fare politica e non offendere” .. Come si fa di fronte ad immagini come questa, sentendo cosa ha detto il Senatùr dell’Inno Nazionale e leggendo titoli come quello dell’