• 19Aug

    Da Sabina

  • 18Aug

    Ho trovato questo video su Pandemia: assolutamente STRAORDINARIO!!!!!

    Da guardare e diffondere ..

    E per continuare .. The story of stuff

  • 04Aug
    Categories: MyDiary Comments: 3

    Per la serie post seghe-mentali che a nessuno interessano .. Stasera parlo di una cosa che mi è capitata oggi e che negli ultimi tempi noto spesso quando mi trovo a parlare con gruppi allargati di persone. Molto brevemente: chiunque (io o altri) stiamo parlando di una cosa, magari un po’ strana, magari che ci appassiona o magari semplicemente che ci è appena passata per la testa ma che in linea di massima ci piace .. Gli altri ascoltano, magari qualcuno interviene anche .. E poi c’è uno stronzo che a tono sostenuto (ma non troppo per non farsi sentire da tutti) dice qualcosa del tipo “che schifo” oppure “io lo odio” ..

    “Ma chi cazzo ha chiesto il tuo parere?!?” mi chiedo io .. E ancora: “Come cavolo ti permetti di giudicare <<schifoso>> una cosa che a qualcun altro piace o semplicemente interessa? .. Se etichettassi così la tua passione come la prenderesti? Saresti contento?” Meglio ancora: vuoi esprimere la tua opinione? Benissimo: lo dici forte in modo che tutti sentano e spieghi punto per punto quello che pensi, senza nasconderti dietro al sento-non sento e senza naturalmente esprimere un giudizio troppo definitivo, visto che non conosci proprio un cavolo della vita degli altri e (ancora peggio) il più delle volte mai l’hai fatta e mai l’hai provata quella tal esperienza ..

    Vabbè una cavolata ovviamente, che però oggi in un paio di occasioni mi ha fatto girare parecchio le balle!!!! ..

  • 29Jul

    Nel mio intersecarmi con la politica noto tantissimi (troppi a volte) difetti sostanziali che in certi casi mi fanno veramente girare le scatole. Nell’ultimo periodo in particolare c’è questa cosa del “noi facciamo parlare tutti”, “tutti possono dire la propria opinione” che mi manda veramente in bestia. In generale infatti è passata l’idea che democrazia è fare parlare tutti, che i 5 minuti non si negano a nessuno, salvo poi disinteressarsi completamente di quello che è stato detto. Non ci si pone mai il problema se quello che una persona stia dicendo venga ascoltato, possa essere recepito o, al contrario, dello spiegare il perchè quell’intervento sia sbagliato: ci si trincera semplicemente dietro il fatto che “noi siamo democratici e facciamo parlare tutti”, se poi nessuno ti ascolta “azzi tua”.. Nelle riunioni/assemblee/ecc.. alle quali sto partecipando l’iter di “discussione” è sempre lo stesso: uno lancia l’argomento, tutti gli altri parlano e dicono quello che pensano (senza poter essere interrotti e senza poter veramente discutere con nessuno) e alla fine qualcuno fa il riassunto. Ora: questo è il modo di discutere migliore secondo qualcuno? Interpellati a riguardo anche dirigenti e segretari di partito vari, non ho sentito NESSUNO che mi abbia detto “sì in queste riunioni si discute”, ma tutti “bè è il modo con cui si è sempre fatto, non sarà giusto ma assicura a tutti di parlare”. Il problema è a mio avviso sostanziale: si vuole dare l’immagine di una democrazia o lo si vuole essere fino in fondo democratici? Che senso ha fare riunioni dove gli iscritti a parlare sono più di 70 persone? E dove naturalmente l’attenziona scema non appena il boss di turno ha finito il suo resoconto? Secondo me di senso non ne ha assolutamente NESSUNO.

    La prima cosa da capire e da ammettere è proprio questa: non si può pensare di poter andare avanti così, perchè semplicemente così è sbagliato! Altro passo importante da fare sarebbe quello di capire cosa è giusto o quanto meno migliore di così: in questo senso credo che l’elemento fondamentale per un miglioramento sia il famoso contraddittorio, che in queste situazioni diventa fondamentale. Se io dico una falsità è assolutamente opportuno che alla fine dell’intervento qualcuno dica a tutti che io ho detto una falsità, motivandone naturalmente le ragioni. Al tempo stesso se io faccio una proposta legittima e critico un comportamento di qualcosa o qualcuno, subito dopo ci deve essere quel qualcuno che mi risponda e mi degni di un minimo di attenzione. Reputo infatti l’attenzione, l’ascolto e la confutazione delle tesi tre elementi assolutamente fondamentali per creare una discussione vera e per decidere qualsiasi cosa.

    Ovviamente il tutto richiede competenza negli argomenti, la presenza di coloro ai quali sono destinati i miei attacchi e un numero assolutamente inferiore di interventi e di questioni da porre durante una riunione. Ebbene sì: si dovrà parlare di meno cose, meno persone potranno parlare, ma alla fine di ogni riunione dovrebbero uscire TUTTI con le idee molto più chiare riguardo a quello di cui si è discusso .. Giunti a questo punto che a mio avviso è fermo, non voglio continuare oltre per capire se tutti sono d’accordo con quanto ho detto. Nella prossima puntata naturalmente vorrei anche discutere con voi di COME attuare tutto questo e quali migliorie potrebbero essere introdotte concretamente ..

  • 27Jul

    Questa frase l’ho detta io tante volte agli albori della mia passione informatica (non più di qualche anno fa) e ultimamente me la sento rivolgere ogni volta che uno ha problemi informatici di varia natura .. Ai tempi i miei colleghi mi rispondevano: “Vaffanculo, cerchi su Google e ti informi..” Ora invece, visto il rapporto molto meno informale che mi lega alle persone che me lo chiedono, devo cercare sempre di mediare tra aiutarle e non perdere troppo tempo ..

    Il problema principale naturalmente si riferisce all’uso dell’ormai “mitico” pdbologna.org, progetto informatico a cui collaboro, e per il quale c’è sempre parecchio lavoro da fare .. Vista la straordinaria partecipazione di volontari, soprattutto all’inizio, è stato possibile documentare il tutto molto bene: abbiamo creato diverse guide per agevolare l’accesso a questo strumento da parte di tutti coloro che hanno più o meno competenze informatiche. A mio modesto parere il lavoro del gruppetto di persone che se n’è occupato è stato veramente straordinario: i tutorial sono “passo passo”, farciti da immagini ed esempi molto utili e direi pure “a prova di deficiente” .. :-)

    Benissimo: tutto appare fatto molto bene e utilizzabile, no?! Nel momento in cui una persona si vuole avvicinare a questo nuovo strumento immagino che si legga un po’ la guida, guardi un po’ di esempi, si iscriva e poi magari provi qualcosa. Quando ha delle difficoltà tornerà a riguardare sulla guida e, se proprio proprio non riesce, soltanto a quel punto contatterà l’assistenza o l’amico imbazzato, no?! .. Mi sembra il naturale modo di agire nell’accesso a strumenti dei quali non si ha la piena conoscenza e coscienza .. In questo modo si rispetterebbe il lavoro di coloro che hanno creato questo strumento e, ancora più importante, di coloro che hanno speso tempo ed energie per creare quelle guide e quegli spazi di avvicinamento verso gli utenti meno esperti.

    Ed invece che succede? Tante, tantissime volte mi è capitato di sentire: “me lo spieghi tu Miguel come funziona?”. Ed io: “Perchè?” E loro: “Bè perchè non ho voglia di leggermi tutta la guida”. Ecco che risposta dovrei dare a queste persone secondo voi? ..